Trapianto di Polmone

29 Ottobre 2008 di admin Lascia un commento »

Il trapianto di polmone è considerato oggi una valida opzione terapeutica in tutte quelle malattie polmonari che ormai non rispondono più a nessun tipo di trattamento medico e/o chirurgico.
Per tale motivo è necessario effettuare un’ adeguata selezione dei pazienti da sottoporre al trapianto al fine di consentire una buona riuscita dell’intervento. Il trapianto di polmone è uno dei trapianti di organi solidi che presenta la maggior quantità di problemi in quanto l’organo trapiantato è in contatto con l’ambiente esterno e quindi sottoposto a continui stimoli di tipo immunologico ed infettivo.

Esistono quattro possibili tipo di intervento: trapianto polmonare singolo, trapianto polmonare doppio, trapianto cuore-polmone e trapianto lobare (indicato in pediatria e ancora non effettuato in Italia)
Il trapianto polmonare singolo viene effettuato nei soggetti che presentano malattie polmonari non associate ad infezioni polmonari documentate (Fibrosi Polmonare Idiomatica ed Enfisema).
Il trapianto polmonare doppio è utilizzato in tutte quelle forme in cui è presente un infezione respiratoria persistente (Fibrosi Cistica, Bronchiectasie e patologie polmonari settiche)
Il trapianto cuore-polmone è effettuato in caso di ipertensione polmonare primitiva e nelle patologie di tipo malformativo che interessano il cuore con ripercussione sul polmone.
I possibili candidati al trapianto vengono selezionati in base a criteri clinici, radiologici e funzionali in quanto le condizioni del paziente devono essere sufficientemente severe da richiedere tale intervento ma abbastanza buone da consentirne la riuscita.
Una volta che il paziente è entrato in lista di attesa in un determinato Centro trapianti deve risiedere in un area compresa entro tre ore di distanza, raggiungibile con automezzo. Al momento della selezione il paziente viene candidato al tipo di intervento a cui verrà sottoposto. Il trapianto polmonare singolo ha una durata di circa 4-5 ore mentre per quello doppio e per il cuore-polmone si può arrivare anche a 8-10 ore di intervento.
Dopo il trapianto è necessario iniziare una terapia immunosoppressiva adeguata al fine di impedire il rigetto dell’organo impiantato. Tale terapia dovrà essere continuata, pur riducendone le dosi, per tutta la vita.
La terapia immunosoppressiva espone il paziente ad un maggiore rischio di infezione, e quindi è necessario osservare determinate norme igienico-ambientali soprattutto nei primi mesi dopo l’intervento.
Le complicanze più frequenti dopo il trapianto sono il rigetto e le infezioni che però possono presentarsi con gli stessi sintomi (dispnea, tosse, febbricola, astenia, malessere generalizzato, diminuzione della saturazione e del FEV1). In tale occasioni è sempre necessario rivolgersi al proprio Centro di riferimento per effettuare gli esami del caso e le cure necessarie, al fine di risolvere completamente il problema insorto.
Dopo la dimissione dal trapianto è necessario sottoporsi a controlli periodici presso il Centro di riferimento con cadenza di 7-10 giorni nei primi 2 mesi, poi allungando progressivamente fino ad arrivare ad un controllo ogni 1-2 mesi dopo 6 mesi-1 anno dall’ntervento e comunque in base alle condizioni cliniche del paziente.

Pubblicità

Lascia un commento