Polmonite da Ipersensibilità

24 Giugno 2008 di admin Lascia un commento »

Definizione

E’ una malattia granulomatosa che coinvolge l’interstizio alveolare, determinata da una reazione di tipo allergico, secondaria all’inalazione ripetuta di diversi tipi di polveri organiche o di altre sostanze in soggetti predisposti.

La forma più frequente è conosciuta come “polmoni del contadino” causata dall’inalazione ripetuta di polvere di fieno.

Quadro clinico

Si può manifestare con una forma acuta sub-acuta o cronica.
La forma acuta insorge circa 4-6 ore dopo l’esposizione, con febbre, brividi, malessere generalizzato, dolori articolari, tosse secca e dispnea; questi sintomi di solito si risolvono spontaneamente in uno due giorni, evitando il contatto con l’agente scatenante. Dopo ripetuti episodi può evolvere nella fibrosi polmonare.
La forma sub-acuta ha un esordio più insidioso con dispnea lentamente progressiva, tosse secca e perdita di peso.
La forma cronica si instaura nel giro di mesi o anni ed è caratterizzata da dispnea ingravescente e tosse secca e può evolvere fino all’insufficienza respiratoria.

Quadro radiologico

La radiografia del torace può essere normale.
La tac eseguita con tecnica ad alta risoluzione può rilevare delle zone di consolidazione soprattutto nella fase acuta oppure delle alterazioni compatibili con un quadro di fibrosi nelle forme croniche. Le prove di funzionalità respiratoria rilevano un deficit ventilatorio di tipo restrittivo con un’alterazione precoce della diffusione alveolare ( DLCO).

Diagnosi

La malattia va sospettata quando il paziente riferisce un’esposizione professionale a determinate polveri organiche. Alcuni esami di laboratorio possono essere utili per avvalorare tale sospetto ( positività delle precipitine del siero). La broncoscopia con il lavaggio broncoalveolare può essere utile in quanto si rileva un aumento delle cellule totali e dei linfociti che può essere caratteristico della malattia.

Terapia

Quando possibile sarebbe necessario evitare ulteriori esposizioni all’agente responsabile della malattia. Il cortisone può essere utile per determinare la regressione della malattia ed evitarne la progressione. Nelle forme più gravi con evoluzione verso insufficienza respiratoria può essere preso in considerazione il trapianto di polmone.

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